Drago dormiens nunquam titillandus.

lunedì, ottobre 19, 2009

mi go la sciatica

così direbbero, credo, in veneto. comunque il messaggio non cambia: ho un inizio di sciatica, malanno che si associa abbastanza ad una età adulta o più che adulta. quindi, anche se indosso magliette con hulk o wolverine, anche se taglio i capelli da truzzo spagnolo, anche se tante altre cose, sono proprio adulto: la sciatica me lo conferma meglio di tante altre possibili informazioni.
mi go la sciatica.

venerdì, ottobre 16, 2009

a-mazed

sto leggendo l'ultimo libro (credo) di zadie smith, "on beauty", e per il momento mi piace molto. sono bel lontano dal finire, ma magari un libro possiamo giudicarlo anche mentre lo leggiamo, no? inoltre non è proprio sul giudizio che vorrei mettere l'accento, ma sulle sensazioni che mi stimola questo libro.
e a proposito, non è bellissimo che i libri, non tutti certo, ci influenzino in maniera più o meno diretta? essendo io spugna assorbo totalmente ciò che leggo, probabilmente perché fatto della stessa stoffa dei miei pensieri, e poi nella fase espulsiva ne vengono fuori delle belle.
torno al libro, ma senza dire nulla sulla trama. le storie che zadie racconta, però, mi hanno messo in moto una parte del cervello che da tempo mi diceva che il riduzionismo non va bene per tutto, non è come una giacca nera o il filo di perle (che si portano sempre). posso ridurre qualcosa di più complesso per capire meglio, lo semplifico per vedere appieno quanto semplice non sia, ma ridursi a pensare solo alcune cose o a immaginare solo alcune cose: no, non va bene. altrimenti applico in maniera stramba la reductio ad absurdum: tanto rimpicciolisco ciò che penso e che vedo che alla fine, per assurdo, quella diventa la mia realtà.
zadie smith mi ha fatto pensare, con il suo libro che non ti porta in mondi paralleli (come harry potter) e non ti affascina con visioni chiare del mondo (come rigoni stern), alla normalità di pensare tante cose, di vedere tante cose, di immaginare tante cose: il mio quotidiano non è il mio mondo, non solo. parafrasando wittgenstein, i limiti del mio quotidiano non sono i limiti del mio mondo.
adesso tre haiku che però non sono veri haiku ma finti. sono tre faiku (chi la capisce ha la mia approvazione!):

1.
non è meraviglioso che
se pensi alla parola amazed
ti rendi conto che 
sta per disingarbugliato dal labirinto?

2.
la gare d'orsay è tre cose insieme:
una bellissima stazione
un bel museo
un insieme di ciarpame per almeno 1/3.
ma, bisogna proprio dirlo,
l'orangerie è molto di più.

3.
il vero problema che mi si pone
al di là del futuro, del passato o del presente
e che credo mi passi davanti tutta la vita
senza che io abbia mai capito niente.

augh

mercoledì, agosto 26, 2009

des hommes, des forêts et des abeilles

ho finito un altro bellissimo libro di mario rigoni stern (uomini, boschi e api) e ho anche finito di ripensare al progetto di andare a vivere in un posto solitario o abbastanza solitario, senza troppe altre forme di vita umane nei dintorni.
rigoni stern in realtà di forme di vita ne aveva vicine, eccome, ma si trattava pur sempre di un paese e di montagna. in più, proprio per questo mi piace, era anche molto capace di lasciar stare gli esseri umani e di mettersi a seguire per chilometri un lepre che poi chissà che fine mai farà.
nel mio caso, come penso sia per molti, si tratta invece di un sogno sognato di totale affrancamento dal genere umano, dalle relazioni umane, dal sudore e dalla parola. un sogno, appunto. niente a che vedere con la realtà ma anche molto affascinante.
mi devo però ricordare di una cosa, magari me la appunto: si mormora che anche nel mio dna si siano trovate tracce di appartenenza al genere umano.
si mormora.

martedì, agosto 25, 2009

sic velociter

dovrei scrivere solo una o due quisquilie in questo post (e lo dico solo per - eventualmente - svergognarmi). e dopo le due quisquilie una morale.
prima quisquilia: lisztomania dei phoenix è bella e va ascoltata a ripetizione su youtube in modo da assuefarsi e non notare più quanto sia bella e così perdere il bello della bellezza (quanto scrivo è molto più profondo di come sembra).
seconda quisquilia: la tastiera del mac è bella perché è bianca ma essendo tale si sporca e così proprio non va.
morale: la bellezza non è eterna. la bellezza non è neanche duratura.
     marcos

lunedì, agosto 24, 2009

5200

sono i chilometri percorsi durante queste vacanze estive, perché la francia è grande (oltre che dolce). non mi viene l'estro di dettagliare cosa fatto e dove ma alcuni cose non possono essere taciute!
ad esempio, mont saint michel è come la torre eiffel. ne hai visto foto, filmati e quadri e quando sei davanti la prima reazione è: ah, ecco. ma poi è il mont vero, è grande, è incredibilmente bello e - soprattutto - sei andato a vederlo di sera e quindi il mordi-e-fuggi ha morso ed è fuggito. meraviglia delle meraviglie di stradine, scale, ponticelli, mura, giardini, finestre illuminate... per chi ha harry potter oramai in se mont saint michel è di sicuro la sede di beaubaton (la hogwarts francese)... di sicuro maxime sta nell'abbazia e se non fossimo muggles (o babbani) vedremmo il monte per quello che è. ma ci tocca vederlo come turisti.
magico monte.
la bretagna è una scozia meno selvaggia, o meglio, una scozia francesizzata (non me ne vogliano i bretoni). bella bella bella e con delle serate meravigliose. ho ancora il burro salato al posto del sangue nelle vene, ma sono sicuro che se non avessi esagerato con il sidro sarebbe andata peggio. il gr34 (grand randonnée) permette di fare il periplo della bretagna a piedi: niente è sicuro nella vita ma forse forse il gr34 mi vedrà battere per i suoi sentieri. no, non posso descrivere oltre la bretagna: andateci.
la rochelle è carina ma è stata la prima città nella quale ha fatto caldo (quindi non ne ho un buon ricordo). nantes - torno in bretagna - è mooolto bella (elefante gigante compreso) e brest è affascinante (tornerommi). nei dintorni di nantes ci sono una città toscana o dell'alto lazio (clisson) e vigneti a perdita d'occhio del buonerrimo muscadet.
bordeaux ha il lifting appena rifatto, decisamente bella ma aspettiamo di rivedere qualche ruga. a pochi chilometri da bordeaux però c'è un piccolo paese delle fate ubriacone: saint emilion. prendete le langhe e distendetele a mo' di pianura ondulata. poi prendere dei bei paesini delle langhe e di una decina fatene uno mooolto bello e di pietra calcarea. poggiate questo splendore su una altura e ricordatevi di tenere i vigneti con del vino meraviglioso. ecco saint emilion (non a caso il paese ed i dintorni sono protetti dall'unesco). la cosa più bella di saint emilion sono tre cose: i vini (mi ripeto), grimmauld place (secondo me era proprio la casa di sirius) e un magnifico campanile la cui visita costa un euro. basta chiedere la chiave all'ufficio informazioni: te la danno, apri, ti chiudi la porta dietro e sali da solo su su su su per il campanile. cosa volere di più dalla vita?
da bordeaux a biarritz ci sono due cose veramente da altro mondo.
la prima è la dune du pilat, una immensa unica duna attiva che nasce dall'oceano e lambisce una foresta. è assolutamente una cosa da pazzi. non la descrivo più e sarebbe proprio il caso ci andaste.
la seconda follia è umanissima. riporto - traducendo - da una guida del 1976:
"l'ingegniere dei ponts et chaussées (sarebbero i nostri lavori pubblici o le nostre infrastrutture) brémontier mette a punto, a partire dal 1788, il progetto di fissazione delle dune al quale si era pensato sin dal medio evo. costruisce dapprima una diga destinata ad arrestare il cammino della sabbia al punto di partenza. a circa 70 m dalla linea di arrivo delle più alte maree dispone una palizzata contro la quale si accumula la sabbia. innalzando la palizzata man mano che la sabbia si accumula, crea così una duna litoranea di 10-12 m di altezza che forma una barriera [...] fissata dai semi di "gourbet" le cui fitte radici si estendono rapidamente. brémontier continua, quindi, occupandosi del problema della fissazione delle dune interne. dei semi di pino marittimo, mischiati a semi di ginestrone e ginestra, sono seminati sotto una copertura di fascine che stabilizzano provvisoriamente la sabbia. in 4 anni, la ginestra raggiunge l'altezza di 2 metri, mentre i pini, di crescita più lenta, crescono protetti. altre piante, nel frattempo, apportano altri elementi organici e fertilizzanti. nel 1867 il lavoro è praticamente terminato: 3000 ettari di dune litoranee sono coperte di "gourbet", 80.000 ettari all'interno sono piantate con pini."
è o non è impressionante? oggi si viaggia per ore (grossomodo dalla gironda ai pirenei) in mezzo a questa foresta enorme (950.000 ettari in totale tra ciò che è stato strappato alle dune e ciò che è stato piantato su terreno in precedenza paludoso e sabbioso).
biarritz è salvata dai surfisti, che ne fanno una località alla moda ma che evitano il panorama di solo anziani al sole. modaiola e in un giorno ciao, anche perché a due passi ci sono i pirenei e a tre bilbao (sempre guggenheim il guggenheim). poi è un rincorrersi di immagini sfocate verso un rientro infuocato dal clima: montpellier, aigues mortes, i cavalli bianchi, le alpi, briançon, sestriere e infine si rivede superga.
oh la là, viva la tenda e i camping francesi alla fine. e viva la dolce, dolcissima francia.

mercoledì, luglio 29, 2009

piccoli battelli

stavo per (ri)cadere in tentazione con facebook. già una volta mi sono iscritto e dopo due giorni ho chiuso la baracca perché chi non vedevo da anni e sta nella mia stessa città mi chiedeva di "essere amico". poi avevo la curiosità di vedere se l'account sarebbe rimasto attivo nonostante la mia assenza: eccome se era attivo! nel frattempo si era nutrito di contatti, richieste e simili.
infine, ieri in preda alla follia internautica ho digitato il mio nome in google e ho scoperto che non solo ho un altro me stesso (dal punto di vista del nome, ovviamente), ma tanti me stesso e molti con profilo su facebook.
ça, c'est de la folie! et ça, aussi, fait peur... non so bene come dire, ma questa iperconnessione anche inutile con tutti e tutto mi pare sia - nel migliore dei casi - neutralizzante, scolorente, dissaporente. tutto è lì e quindi poco c'è da raggiungere. mi tengo in contatto con un semplice cenno sulla minima cacchiata che mi è successa e quindi va bene anche che sia minimo e cacchiale il rapporto.
certo sono poco serio e non approfondisco, ma mi si consenta questa vaghezza che rimprovero ad altri.
anche questa storia della crisi dei giornali: mah! certo forse sono oramai mezzi antichi di diffusione delle notizie, ma sul web non ci sono notizie nel senso di "rapporti con una ricostruzione verificata del fatto", solo informazioni veloci condite da veloci commenti (anche se esistono bei siti di approfondimento tipo http://www.slate.com/). se i giornali poi assomigliano sempre più a questi fornitori di informazioni mi pare ovvio che siano destinati a sparire: è sempre meglio l'originale della copia. e poi, perché i giornali non fanno più, se non raramente, delle inchieste serie serie? niente da fare, si scivola verso la notizia commentata al massimo, per il resto tante informazioni su argomenti inutili e con approssimazioni inquietanti in relazione alle paure più di moda del momento.
piccoli battelli però ci aiutano a navigare in acque tanto sporche e oleose, in questa apparente bonaccia da inedia. sempre seguendo la filosofia di arundhati roy, e del suo dio delle piccole cose del quale ho già scritto, trovo sollievo in una pubblicità della francese petit bateau che mette a tutta pagina primi piani di persone di sesso ed età diverse. Le uniche informazioni che da sono: nome e mesi. scopro così che andrew ha 324 mesi, anne 915 e così via.
quanti mesi avete voi? io dovrei averne 444.
e non avete idea di quanto questa cosa mi diverta!
    augh

martedì, luglio 28, 2009

senso

facili elucubrazioni mi spingerebbero a scrivere delle miserie umane nella lotta al normale scorrimento delle cose. ma, oltre a non poter esagerare con il linguaggio, mi rendo anche conto che potrei essere frainteso come uno che se ne sta lì a giudicare e i cacchi sono altrui.
ah, se mi piacerebbe! ma così non è neanche un istante e, quindi con buona pace di tutti e nessuno, se anche scrivessi chissà che cosa mai sarebbe comunque qualcosa che riguarda anche me.
delle miserie umane davvero potrei scrivere tanto, perché ad esempio io credo che ci sia una spiegazione in questo borchiare e bullonare e avvitare borse, vestiti e scarpe e questa spiegazione non ci porta tanto lontano da una semplice richiesta di aiuto perché abbiamo perso la bussola (pare se ne siano andati - non so in che ordine - dio, marx, freud e adesso pure il libero mercato).
se la moda, in quanto ultima schiumatura ottenibile dalla cultura popolare, propone le scarpe da schiava e le donne le comprano e le mettono (non voglio fare un discorso di genere, ma non mi viene in mente una scarpa simile per gli uomini. mi toccherebbe ritornare al purtroppo sempreverde scarpino da indiano di città), ci deve essere un problema serio da qualche parte. davvero. devo pensarci seriamente, ma credo che a me non verrebbe mai di mettere qualcosa che mi possa definire come "schiavo" o, se sono completamente scemo, "slave" (e neanche indiano di città).
vabbè, scrivere di queste cose è avvilente anche per me oltre che per chi dovesse leggere, quindi smetto.
(non prima però di dire che avrei anche inserito delle foto di scarpe per avvalorare il mio discorso, ma durante la ricerca mi veniva da vomitare. provare per credere)
quindi, basta miserie umane per questa volta. quindi nessun riferimento al vecchio porco senza collo e gonfio di bisturate e strati di cerone.
(e, sempre tra parentesi, continuo a non essere sicuro che non ci sia relazione tra quanto si fa nel chiuso delle proprio ville e quanto si fa durante l'esercizio di un mandato... non solo non mi convince la storia della privacy - che tra l'altro è una bufala in sé - ma non mi convince neanche la separazione tra la mente di un porco e quella di una persona che ha avuto il compito di gestire la cosa pubblica. se uno crapula a casa crapulerà anche a lavoro? soprattutto se la distinzione tra i due luoghi e i due momenti non è così chiara?)
ordunque, io venerdì butto tutto alle spalle e mi dileguo tra le nebbie bretoni e le sabbie aquitane. la francia atlantica accoglierà le mie stanche membra cicce e - se la vacanza dovesse funzionare - le farà anche asciugare nonostante le quintalate di ostriche e i litri di sidro e vinello che intendo apportare al mio organismo. non voglio altro che clima cangiante, fresco, pioggia e nebbia e sole e vento e vento e vento. e quel mare oceanico e non brodarolo. e vento.
e anche speranza che la tenda con tutto questo vento non se ne vada a ramengo e semmai così dovesse essere - infine - ch'io sia dentro la tenda per una novella versione del mago di oz:
one day i'll fly away!

p.s.: poi, un giorno, si parlerà anche del senso di questo blog.